SEI WA BONSAI EN – (GIARDINO MUSEO BONSAI DELLA SERENITA’)

 

Quanto mi abbiano influenzato i giardini giapponesi durante le
mie visite in Giappone è indubbio. Da qui anche la scelta di un
nome giapponese da dedicare al mio giardino: SEI WA, significa
serenità, BONSAI EN, vuol dire giardino Bonsai, e con l’aggiunta
della parola Museo si è concretizzato ciò che era nelle mie
aspirazioni.
Questo obiettivo è stato felicemente raggiunto, ora dovevo ricreare un
qualcosa fuori dal comune, di inaspettato, di altri tempi…
E questo è stato possibile -pur con notevoli difficoltà- proprio
grazie alla mia ubicazione, poiché la mia casa con le pareti
esterne segnate dal tempo che ho voluto conservare, è situata
nel piccolo centro storico del paese di Tarzo e si affaccia a pochi
metri dalla strada statale, più o meno rumorosa dal traffico
automobilistico. E così, salendo per i vecchi gradini di pietra
che portano sul retro della casa dov’è ubicato il giardino Bonsai a
ridosso della collina, sembra di entrare in un altro mondo.
Il nome del Giardino Museo Bonsai della Serenità, conosciuto anche
come “SEI WA BONSAI EN” di Armando Dal Col ha sicuramente fatto il
giro del mondo e molte sono le persone che l’hanno visitato, sia pure in
modo virtuale, ma anche dal vero.
Il Giardino Bonsai si estende su un’area di mille metri quadrati circa,
compreso una parte della collina ed è stato progettato affinché la sua
fruizione fosse allargata non ai soli appassionati, ma a un pubblico più
vasto, perché il giardino sia un veicolo educativo per chi non possiede
la cultura del verde.
Lo scopo è quello di preservare quanto è stato creato in questi decenni,
affinché anche le generazioni future possano ammirare questi
capolavori naturali viventi.
L’anno 2010 è già iniziato, e l’inverno se n’è andato. Quest’anno
sono già trascorsi 47 anni da quando iniziai ad occuparmi di
bonsai, -era la primavera del 1963, senza peraltro conoscerne
l’esistenza-, eppure ad ogni primavera si rinnova in me una
continua emozione osservando la vita che pulsa dai rami spogli.
Il canto degli uccelli annuncia la primavera e molti Bonsai sono
in fiore. I larici sono incantevoli con i loro ciuffetti verdini, e
com’è emozionante il contrasto delle gemme da fiore turchine, le
quali, fra breve, si trasformeranno in tante piccole pignette.
I Bonsai, non semplicemente esposti, a fila sui bancali, o appoggiati su
dei tronchi, o negli spazi faticosamente ricavati sulla collina, ma
inglobati nel verde quasi fossero un tutt’uno, divengono così un luogo
di riflessione, di meditazione, di ricreazione, di diletto.
I grossi ed aggrovigliati rami si dipartono dal possente tronco,
raccontando secolari vicissitudini tra le rupi dolomitiche, mentre
le verdi fronde mosse dal vento mormorano i suoni delle foreste.
Anche i variegati muschi e licheni che si rincorrono tra le
robuste radici, sembrano forieri di chissà quali misteri, ma la
meraviglia più grande è che questa evocazione di potenza e
longevità ci viene da un piccolo mondo racchiuso in un vaso: la
pianta che si può ammirare infatti è il famoso faggio “Patriarca”,
consacrato e pluripremiato dalla Nippon Bonsai Association, la
massima autorità mondiale di Bonsai. Poco distante si rimane
catturati dalle asperità dei tronchi di alcuni pini silvestri cui
fanno da contrappunto le delicate forme dei più giovani aceri; ed
ancora si susseguono betulle,carpini,olmi,larici,pini mughi,abeti,
pruni,peschi, ciliegi, forsizie, cornioli, salici,pioppi, crespini,
maggiociondoli e chissà quante altre specie ancora, tutte con la
loro storia di amorevoli cure.
Il museo Bonsai è visitabile tutti i giorni e qui, più che altrove, si
possono ammirare le centinaia di opere create da Armando in QUASI
CINQUANT’ANNI di incessante ricerca evolutiva, molte delle quali sono
state pluripremiate in Giappone dalla Nippon Bonsai Association, e al
World Bonsai Contest.
La sua fama incontrastata è cresciuta grazie anche –e soprattutto- alla
preziosa collaborazione della moglie Haina, conosciuta in uno dei suoi
viaggi in Estremo Oriente, divenuta discepola appassionata e
silenziosa, dotata di talento e di un intenso amore per la Natura.
Il visitatore che si reca a visitare il Giardino Museo Bonsai della Serenità
sito nel centro storico del comune di Tarzo, nella Marca Trevigiana a
Ovest fra Vittorio Veneto e Conegliano, rimane “catturato” dalle bellezze
dei vigneti lungo la “Strada del vino bianco del famoso Prosecco” e,
dell’incantevole valle con i laghi e le colline che circondano Tarzo.
Grazie alla magia dei suoi silenzi, il visitatore nel lento fluire delle
stagioni avrà l’opportunità di vivere un’atmosfera rarefatta.
A chiunque desideri vivere le piacevoli sensazioni che il Giardino
Museo Bonsai della Serenità suscita, Armando e Haina sono ben lieti di
aprire le loro porte ai visitatori.
Ed ora, mi perdonino i miei lettori, vorrei aggiungere un mio
pensiero sul Bonsai, scritto in inglese, visto che, il sito web, và
ben oltre i confini italiani.
The raising of the human being
is just like you.
You need to take care of your Bonsai.
It takes a lot
of cares
and love.
Armando Dal Col
Giardino Museo Bonsai della Serenità
Armando e Haina Dal Col
TARZO (TV) 31020 Via Roma, 6 Italy
armando.haina.dalcol@gmail.com
www.armandodalcolseiwabonsaien.com
http://www.youtube.com/ArmandoHainaDalCol
Calameo/Armando Dal Col
Home phone TEL. 0438 587265
Cell. 349 370 8802

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